I gelati “meno peggiori” per i denti
I gelati “meno peggiori” per i denti: Quale ordinare? Quale evitare? Il gelato, con tutto quello zucchero fa male ai denti. Ma alcuni, fanno meno male di altri. ,
Lo zucchero, come abbiamo ricordato, fa male. Ma conta ancora di più il tempo che passa in bocca. I batteri della placca lo fermentano e producono acidi, e sotto un pH di 5,5 lo smalto inizia a sciogliersi.
Da questo punto di vista del tempo di azione, però, il gelato parte avvantaggiato rispetto a caramelle, biscotti e barrette — si scioglie, si deglutisce, sparisce in pochi minuti.
Il secondo fattore è l’acidità del prodotto stesso, che agisce sullo smalto anche senza batteri di mezzo. Il terzo sono i pezzi solidi: granella, croccantino, wafer.
Con questi tre criteri, ecco la classifica.
1. Fiordilatte
Latte, panna, zucchero. Basta. Il pH sta intorno a 6,5, quindi non erode; il calcio e i fosfati del latte spingono nella direzione opposta, e le caseine formano sulla superficie dello smalto una pellicola che rallenta la perdita di minerale. Niente granella, niente frammenti che si incastrano. Il gusto che tutti considerano il ripiego è il migliore per i vostri denti.
2. Qualunque gusto dolcificato con xilitolo o maltitolo
I polioli non vengono fermentati dai batteri cariogeni, quindi non producono acido. Sullo xilitolo esistono anche dati di riduzione della carica di Streptococcus mutans, ma servono 5-6 grammi al giorno distribuiti in più assunzioni: una coppetta non arriva a quella dose. Toglie però il substrato, e questo basta per il secondo posto. Attenzione all’effetto lassativo se esagerate.
3. Cioccolato fondente 70% o più
Meno zucchero della crema, a parità di volume. Il cacao contiene polifenoli e teobromina che in laboratorio riducono la demineralizzazione dello smalto. Certo, sono solo studi in vitro e su piccoli gruppi di persone, quindi non ordinatelo come profilassi frequente! Rispetto al cioccolato al latte, comunque, il conto degli zuccheri è nettamente a suo favore.
4. Pistacchio
Grassi e proteine in quantità, zuccheri sotto la media degli altri gelati. Il rischio arriva dalla granella. Se avete tasche fatto una chiurgia orale da pichi giorni chiedetelo senza. I frammenti si potrebbero infilare sotto.
5. Nocciola
Stesso ragionamento, con una postilla: molte paste industriali alla nocciola contengono più zucchero di quanto il gusto lasci intuire.
6. Yogurt bianco
Qui l’acidità c’è: il pH di un gelato allo yogurt si aggira sui 4,3. La saturazione in calcio e fosfato lo rende molto meno erosivo di un succo di frutta alla stessa acidità, e in pratica il danno è modesto. Dei fermenti vivi, dopo il congelamento e il passaggio nello stomaco, arriva ai denti poco o niente.
7. Caffè
Zuccheri contenuti, nessun problema meccanico, pH neutro. Pigmenta però. Le macchie estrinseche si depositano sullo smalto e soprattutto sui compositi anteriori, che dopo qualche anno assorbono il colore e si potrebbero scurire. Se avete fatto lo sbiancamento da poco, non esagerate.
8. Crema
Uova, latte, zucchero — parecchio zucchero, tuttavia. Consistenza morbida, clearance rapida, nessuna acidità. Onesto e senza sorprese.
9. Stracciatella
Le scaglie di cioccolato sono sottili e si sciolgono in bocca, quindi il rischio meccanico resta basso. Sale il carico di zuccheri, e sale la probabilità che un frammento finisca sotto una gengiva già infiammata.
10. Menta
Sa di dentifricio e non lava niente. Zucchero pieno, spesso con sciroppo di glucosio, e la sensazione di fresco che copre la percezione del dolce facendovi credere di aver preso qualcosa di leggero. Sconsigliabile.
Fuori classifica: i tre che perdono nettamente
Sorbetti agli agrumi e ai frutti di bosco. Il pH scende tra 2,5 e 3,5, ben sotto la soglia di erosione. Lo smalto perso in questo modo non si rigenera, e il danno si accumula silenziosamente per anni prima di diventare visibile come trasparenza dei margini incisali o sensibilità diffusa.
Variegature al caramello, croccantino, biscotto. Appiccicoso e duro nella stessa cucchiaiata: massimo tempo di contatto e rischio di fratture su denti già ricostruiti.
Ghiaccioli. Acidi, zuccherati e — soprattutto — succhiati per venti minuti. È il modo peggiore di assumere la stessa quantità di zucchero. Sconsigliatissimi.
Quattro regole pratiche
- Se proprio non riuscite a resistere al sorbetto, dopo un sorbetto acido, sciacquate con acqua e aspettate mezz’ora prima di spazzolare: lo smalto è temporaneamente rammollito e la setola lo abrade.
- La coppetta batte sempre il cono. Il wafer è buono ma è amido che poi si incastra nei solchi dei molari.
- Se il freddo provoca una fitta che dura più di qualche secondo, o se fa male sempre lo stesso dente, prenotate una visita. Quella non è ipersensibilità banale.
- La frequenza pesa più della quantità. Un gelato grande dopo cena danneggia meno di sei assaggini distribuiti lungo il pomeriggio, perché ogni esposizione fa ripartire il ciclo della produzione di acido da capo.
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Dr. Ernesto Bruschi – DentiPiù
Il Dr. Ernesto Bruschi è parodontologo a Frosinone (Ciociaria, Lazio), specialista nella diagnosi e nel trattamento della parodontite grave e delle recessioni gengivali. Punto di riferimento per pazienti da Roma, dal Lazio e dal centro Italia che cercano un parodontologo esperto. Opera presso il Centro Odontoiatrico Denti Più (Corso Lazio 17, Frosinone) ed è autore di pubblicazioni peer-reviewed su riviste internazionali. Formazione a Göteborg con Jan Lindhe. Oltre trent’anni di pratica clinica in parodontologia, implantologia e chirurgia orale rigenerativa!
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